Le Origini e le Prescrizioni del Giubileo (V Parte)

La remissione dei debiti

Seconda parte: un fenomeno globale che riguarda tutta la comunità internazionale

Un problema così complesso come gli squilibri internazionali e le possibili azioni per poterli contrastare, investe in prima battuta i governi dei vari Stati.

  • Condono dei debiti dei Paesi poveri

I paesi ricchi sono chiamati “Nord del mondo”, mentre il “Sud del mondo” identifica i paesi poveri. Diversi sono i parametri che misurano le condizioni delle due categorie: reddito pro-capite, livello di scolarità, assistenza sanitaria, prospettive di lavoro ecc.

È evidente che, nei Paesi dove questi valori siano sotto una certa soglia, i governi sono costretti ad indebitarsi per trovare le risorse necessarie per assicurare almeno il minimo indispensabile per far fronte alle esigenze primarie delle proprie popolazioni. 

Ma contrarre dei debiti significa avere interessi da pagare ai paesi ricchi che li finanziano: ebbene in certi paesi avviene che il costo di questi finanziamenti (effettuati sia da soggetti pubblici che privati dei Paesi ricchi) vada a scapito diretto soprattutto delle risorse finanziarie destinate all’istruzione e alla sanità, ipotecando in modo negativo il futuro delle classi giovani.

Si innesca così un circolo vizioso che mette i Paesi poveri in balia di quelli con maggiori ricchezze a disposizione, con prospettive pressoché nulle che questo circolo vizioso possa interrompersi.

Di fronte a questa drammatica situazione di disequilibrio cronico, la Chiesa propone, in occasione dell’anno giubilare, una campagna per il condono dei debiti dei paesi poveri. Una iniziativa similare era stata promossa nel precedente Giubileo dell’anno 2000 e in quella occasione era stato possibile azzerare il debito di due Paesi africani: Guinea e Zambia.

Sosteniamo anche quest’anno, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, le iniziative che si prefiggono questo importante obiettivo!

  • Debito ecologico

I debiti non sono solo di carattere finanziario. Infatti sono sotto i nostri occhi i danni all’ambiente creati in tutto il mondo dagli sconvolgimenti climatici.

I  Paesi ricchi sono i maggiori responsabili di questa situazione: infatti i Paesi dove il progresso tecnologico e le condizioni di vita sono più avanzate, è maggiore l’impatto negativo sull’ambiente, con elevate emissioni di CO2 e altri gas tossici che inquinano l’ambiente e che sono all’origine dei cambiamenti climatici devastanti che fanno parte della cronaca quotidiana.

Ebbene, le prime vittime di questo sconvolgimento ambientale sono i Paesi poveri, la cui economia è basata prevalentemente sull’agricoltura; infatti gli appezzamenti di terreno soprattutto dell’Africa sono colpiti da una crescente desertificazione che rende precaria, se non impossibile, ogni coltivazione.

Non è questo un altro debito che i Paesi evoluti, cambiando radicalmente il loro stile di vita, dovrebbero rimettere ai Paesi meno fortunati per risarcirli dei danni provocati dai loro comportamenti spregiudicati?

Nel prossimo articolo analizzeremo come l’obiettivo della remissione dei debiti riguardi, oltre che gli Stati, anche noi come singoli individui, in quanto cittadini del mondo.

Sergio Taccani