Cari fratelli, oggi celebriamo la quinta domenica di quaresima, quella cosiddetta di Lazzaro, grande protagonista del Vangelo di San Giovanni, il solo tra gli evangelisti a parlare della sua morte e della sua resurrezione, un eccezionale evento che ci insegna che la morte non può trattenere né vincere l’amore di Dio.
Esso rappresenta altresì un esempio straordinario dell’unione in Gesù della divinità e dell’umanità. Uomo perfetto, egli soffre con coloro che soffrono, arrivando persino, con il pianto, a esprimere la sua profonda commozione.
Allo stesso tempo, Gesù manifesta in maniera evidente la sua natura divina attraverso il potere che esercita sulla morte: “Come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così il Figlio dà la vita a chi vuole”.
Il ritorno di Lazzaro tra le persone care lo dimostra: quello che San Giovanni racconta in questo Vangelo è la prova capitale che Gesù è il Figlio di Dio.
La sua stessa risurrezione costituisce il culmine perfetto di tutto ciò che dimostra la divinità di Gesù Cristo.
Com’era la famiglia di Betania, di cui Gesù era amico?
C’era una felice armonia tra i membri di questa famiglia, un amore reciproco che li legava indissolubilmente. Questo sentimento aveva la sua sorgente nel cuore di Nostro Signore, come dimostra il messaggio che le sorelle gli inviarono: “Colui che ami è malato”. Sapendo che egli non poteva essere soggetto alla loro volontà, non diedero nessun’altra indicazione o ordine, rimettendo tutto nelle sue mani.
Si affidano semplicemente all’amore di Gesù, di cui non dubitano, in quanto sanno che l’amore è un motivo irresistibile per cui il Signore agisce. L’atteggiamento della famiglia di Betania dovrebbe far riflettere anche noi oggi quando preghiamo per qualcuno che è malato. Abbiamo la stessa fiducia incondizionata nell’amore di Dio?
Due tipi di testimonianza sulla risurrezione di Lazzaro
La risurrezione di Lazzaro non ebbe lo stesso effetto su tutti. Alcuni erano convinti, altri si affrettarono a riferire l’evento incredibile ai farisei.
Le loro parole forse non furono tendenziose, ma l’effetto che produssero ci lascia perplessi circa le reali intenzioni di questi cronisti.
Quando il Vangelo viene predicato, non lascia nessuno indifferente.
O viene accolto per fede, o viene disprezzato o respinto per incredulità. Dire che la Parola di Dio non ha toccato il nostro cuore significa disprezzarla e rifiutare il suo messaggio. La sua presentazione può essere più o meno eclatante, ma la Parola rimane come un fuoco, come un martello che spacca la roccia (Geremia 23:29).
Il cuore umano deve essere ben duro per rimanere insensibile ad essa!
Lo scopo perseguito dalla risurrezione di Lazzaro fu molteplice ed è stato chiaramente espresso da Gesù: per la gloria di Dio, perché il Figlio di Dio sia glorificato, perché i discepoli credano, perché la folla creda che egli è stato mandato da Dio. L’obiettivo fu raggiunto sotto ogni aspetto, come dimostra anche il fatto che molti credettero.
Il Sinedrio tiene un consiglio
Qui si devono notare due aspetti: il calcolo politico e la parola profetica di Caifa.
Il calcolo politico
I capi dei sacerdoti e i farisei convocarono una riunione del Sinedrio per decidere come comportarsi nei confronti di Gesù. Di quale crimine accusarlo?
Essi, non potendo contestare i miracoli che egli aveva compiuto, sottolinearono il rischio di una rivolta popolare contro l’autorità occupante. Se avessero conosciuto veramente Gesù, avrebbero compreso il suo messaggio d’amore e avrebbero saputo che il suo regno era per un tempo futuro.
In quel giorno, nessuna potenza militare potrà opporsi al grande trionfatore che stabilirà un regno indistruttibile (Daniele 2,44).
I timori degli ebrei sembravano giustificati da precedenti sanguinose repressioni da parte dei romani. Il loro calcolo era politico. Aveva come punto di partenza la malvagità del loro cuore e come obiettivo l’eliminazione di Gesù.
L’insegnamento del Signore li disturbava sempre, perché si sentivano condannati nel loro orgoglio e nella loro stessa presunta giustizia. Sbarazzarsi di Gesù sembrava l’unica soluzione.
Parole profetiche di Caifa
Il sommo sacerdote aveva il voto decisivo nelle decisioni prese dal Sinedrio.
Egli usò l’autorità che la sua posizione gli conferiva per esprimere un’opinione su cui tutti erano d’accordo: Roma era da preferire a Gesù! Alla faccia della giustizia!
Ma lo Spirito di Dio si servì di Caifa per trasformare i suoi pensieri in parole profetiche. Quando un uomo iniquo profetizza, ha detto qualcuno, ‘il vero significato della sua profezia è contrario alle sue intenzioni’. Non dobbiamo stupirci di questo, perché Dio si è talvolta servito di miscredenti per far conoscere la propria parola. Balaam ne è un esempio (Numeri 23.24).
La decisione del Sinedrio ha in realtà prodotto un risultato paradossale: decidendo di uccidere Gesù, il Sinedrio ha dato a Dio un motivo sufficiente per distruggere il popolo, ma allo stesso tempo la morte di Gesù è stata l’unica via di salvezza per Israele.
Cari fratelli e sorelle, la risurrezione di Lazzaro dimostra la potenza di Dio e il suo amore per l’umanità. Buona domenica e buon cammino quaresimale.
Don Jean-Claude Ngoy, sdb
Fonti: Sondez les écritures.
