Il Giubileo di Gesù
Anche ai tempi di Gesù il Giubileo era conosciuto e aveva certamente un impatto sui comportamenti del popolo di Israele. Ci sembra opportuno, quindi, riportare alla memoria cosa il Signore pensasse di questo evento e come, di conseguenza, agisse. Ci aiuta in questa ricerca il Vangelo di Luca che narra come Gesù, nella sinagoga di Nazareth, incaricato di leggere un brano di Isaia, al termine proclama testualmente:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore” (Luca 4, 18.19)
Possiamo affermare che la vita di Gesù si è ispirata a questi preziosi principi, che si collegano anche alle prescrizioni giubilari, soprattutto nei seguenti punti:
- L’attenzione alle esigenze dei poveri
I Vangeli sono ricchi di episodi che esprimono tutta la grande sensibilità di Gesù verso coloro i quali erano nel bisogno o che, semplicemente, gli chiedevano aiuto per loro o per le persone care. Ricordiamo le sue innumerevoli guarigioni di ciechi, muti, storpi, invalidi, infermi, lebbrosi, fino ad arrivare a ridare la vita all’amico Lazzaro e alla figlia del centurione. Ma fanno parte di questa attenzione particolare di Gesù verso i poveri anche gli aiuti concreti in occasione di momenti di difficoltà (la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana, la tempesta sedata, la moltiplicazione dei pani e dei pesci per migliaia di persone, la pesca miracolosa ecc.)
- Ridare la vista ai ciechi
Gesù ridà la vista non solo in senso materiale (come abbiamo visto al punto precedente), ma anche e soprattutto indicando la via da seguire alle persone che non l’avevano ancora trovata o che l’avevano smarrita. Gli insegnamenti di nostro Signore si pongono anche oggi come un faro per ognuno di noi, per aiutarci a raggiungere l’obiettivo di una vita vissuta in pienezza e positività.
- La liberazione dalle oppressioni
Gesù interviene, personalmente o ricorrendo a parabole significative, come quella del buon Samaritano, anche per eliminare le oppressioni provocate da comportamenti persecutori da parte di altri (compresi gli spiriti maligni) nonché da tratti caratteriali e comportamenti personali (fragilità, dipendenze, peccati di ogni genere ecc.). Il suo esempio è per noi, anche nei tempi odierni, un invito a prenderci carico dei problemi che opprimono i nostri fratelli e a dar loro aiuto.
La messa in pratica di questi principi virtuosi, assieme a tanti altri insegnamenti che Gesù ci ha lasciato, ha avuto come risultato quello di ridare motivazioni e voglia di ripartire a coloro che ne sono stati beneficiati.
Nell’anno del Giubileo, anche noi siamo chiamati ad imitare, pur con le nostre limitazioni e le nostre incoerenze, l’azione salvifica del Signore, impegnandoci più a fondo nelle opere di carità materiali e spirituali, così da poter dire che questo è veramente un “anno di grazia” anche per noi!
Nel prossimo articolo tratteremo il tema della remissione dei debiti.
Sergio Taccani
