
Carissimi tutti, il 24 dicembre Papa Francesco ha aperto la Porta Santa per il Giubileo della Speranza e oggi, 29 dicembre, lo stesso Giubileo è stato aperto nelle diocesi. Questo cammino giubilare è un anno di grazia che la Chiesa ci offre per seguire e camminare con Gesù, la nostra speranza. Se sinceramente pentiti, avremo l’occasione di scoprirne la ricchezza.
La meditazione che vi propongo si basa sulla parola del Signore di questa domenica, la prima dopo la natività.
L’avvio del Vangelo secondo Giovanni porta il lettore prima della fondazione dei mondi, e anche ben oltre, come sottolinea l’espressione “In principio era…” Essa mette l’accento sulla preesistenza di colui che è chiamato il Verbo, che esprime perfettamente la mente di Dio.
Il titolo, applicato a Gesù Cristo, corrisponde a quanto detto nell’epistola agli Ebrei: “Dio, che nel passato parlò ai padri per mezzo dei profeti molte volte e in molti modi, alla fine di quei giorni parlò a noi nel Figlio” (Ebrei 1:1, 2). Questa è la parola creatrice.
Nella sua natura fondamentale, la vita procede solo da sé stessa e viene comunicata solo da sé stessa, cioè da Colui che è la vita, autore di tutte le cose. Gesù ha la vita in sé perché è la vita e ha il potere di comunicarla.
Al momento della creazione, il primo atto divino volto a preparare un dominio abitabile per l’uomo, è stato quello di far apparire la luce (Genesi 1:3).
Gesù è anche la luce che illumina la scena oscura di questo mondo peccaminoso. A livello spirituale, si è verificato un fenomeno estraneo al regno fisico: le tenebre hanno respinto la luce, ma non possono vincerla e nemmeno eclissarla; la luce continua a brillare per la salvezza di coloro che la accolgono.
Perché Giovanni Battista deve testimoniare questa luce? Perché l’uomo è spiritualmente cieco. Lo scopo della sua prima testimonianza è quello di portare tutti gli uomini alla fede, ciò che è sempre stato il desiderio di Dio, la sua benevola volontà. Dio non obbliga nessuno, ma la risposta di fede è sufficiente. Egli ha dato all’uomo una responsabilità che lo rende capace di rispondere all’invito divino, perciò dobbiamo essere ben disposti ad accogliere la luce di Dio incarnato per vivere la sua vita.
Cari fratelli e sorelle, il nostro cammino giubilare è ben avviato. Siamo chiamati a essere pellegrini di speranza. Che la luce di Dio illumini il nostro cammino.
Una buona domenica a tutti voi.
Don Jean-Claude Ngoy, sdb.
