Giubileo del 2025: un’occasione da non perdere

Un filosofo dell’antichità sosteneva che Dio è “pensiero di pensiero e, come tale, non può che pensare a se stesso”; quindi si disinteressa di noi. Naturalmente si sbagliava: noi cristiani sappiamo che Dio è buono, caritatevole, misericordioso.

Se sinceramente pentiti, è pronto ad accoglierci a braccia aperte anche quando abbiamo commesso il più esecrabile dei delitti. Il suo è un amore che non ha limiti, confini, restrizioni: è assoluto, tanto è vero che si è fatto uomo e ha sacrificato suo figlio per la salvezza dell’umanità. Sperare nella presenza salvifica di Dio, nostro padre, avere una fiduciosa attesa per il futuro perché egli è accanto a noi, è “normale”.

Ciò è così vero che il Santo Padre ha ritenuto fosse “giunto il momento di un nuovo giubileo, nel quale spalancare ancora la Porta Santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio.

Nella bolla “Spes non confundit” (cioè la speranza non delude) di indizione del Giubileo Ordinario del 2025, Papa Francesco, dopo aver fatto alcune considerazioni sul momento storico attuale, in cui gli uomini, “immemori dei drammi del passato”, tendono a fare gli stessi errori e sottopongono l’umanità a brutali violenze, chiede a tutti i cristiani, di “farsi pellegrini di speranza, attingendo nella grazia di Dio e nella pienezza della Sua misericordia”.

Per volontà del Santo Padre, è stato istituito il “Tribunale della Misericordia”, col compito   di predisporre tutto quello che occorre per la concessione dell’indulgenza. Si è così stabilito che potranno “ottenere remissione e perdono dei peccati i fedeli, sinceramente pentiti, che non abbiano qualsiasi affetto al peccato (cfr Enchiridion Indulgentiarum, IV) e che, mossi da spirito di carità, purificati attraverso il sacramento della penitenza, ristorati dalla Santa Comunione, intraprenderanno un pio pellegrinaggio verso qualsiasi luogo sacro giubilare”: in Roma: San Pietro in Vaticano, Santissimo Salvatore in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le mura; in Terra Santa: Santo Sepolcro, Natività, Annunciazione; in altre circoscrizioni ecclesiastiche: chiesa cattedrale o altre chiese e luoghi designati dall’Ordinario del luogo.

È stato anche predisposto un calendario dei grandi eventi, con il logo dei pellegrini della speranza, in cui sono collocate tutte le categorie sociali, sia del mondo laico, sia di quello ecclesiastico. Si va dal Giubileo dei governanti, che hanno molto da farsi perdonare, al Giubileo degli ammalati del Mondo della Sanità o delle persone con disabilità, che apparentemente hanno l’animo meno appesantito da disposizioni peccaminose. Quel che occorre veramente è un sincero pentimento, un cuore più leggero: solo così potremo cogliere appieno l’“esperienza viva dell’amore di Dio”. L’apertura della porta Santa ci offre una grande occasione, sta a noi sfruttarla mettendo Dio al centro della nostra vita.

Pasquale Gallo