Dipinto: Pietro riceve le chiavi della Chiesa da Gesù

Terza Domenica dopo il Martirio di San Giovanni Battista

Voi, chi dite che io sia?

Cari fratelli e sorelle, celebrando la terza domenica dopo il martirio di san Giovanni, siamo chiamati a rispondere a una domanda: “voi, chi dite che io sia?”

Nella prima lettura, il profeta Isaia annuncia la riunificazione del popolo di Dio e l’attrazione che tutte le nazioni vivranno verso il Messia. Questo brano trasforma la promessa di salvezza in un evento universale. Il regno del Messia non unisce solo Israele, ma apre le porte a tutti i popoli della terra in un cammino di liberazione definitiva.

Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo ringrazia Gesù Cristo per la misericordia ricevuta nonostante il suo passato di persecutore, offrendo la sua vita come prova della pazienza e della salvezza di Dio per ogni peccatore. Questo passo della seconda lettura si articola in tre momenti fondamentali: il rendimento di grazie per la chiamata, il cuore del vangelo e la dossologia finale. Paolo loda il Signore per averlo reso forte e degno di fiducia, chiamandolo al ministero nonostante fosse stato un “bestemmiatore, un persecutore e un violento”. L’apostolo spiega di aver ottenuto misericordia proprio perché agiva nell’ignoranza, prima di incontrare la fede e l’amore in Gesù Cristo. 

Paolo enuncia qui una verità fondamentale e intramontabile: “Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori”, dei quali egli si definisce il primo. Questo è il cuore pulsante del vangelo. La sua conversione, pertanto, non è solo un fatto puramente personale, ma diventa l’esempio lampante della magnanimità di Cristo, che usa infinita pazienza verso chi crederà in Lui per la vita eterna. Infine, il brano si eleva e si chiude con una solenne e vibrante lode, una dossologia, rivolta al Re immortale, invisibile e unico Dio, al quale appartengono onore e gloria nei secoli dei secoli. 

Nel vangelo di Luca, Gesù chiede ai discepoli anzitutto cosa la gente pensi di lui, per poi incalzarli sulla loro personale certezza. Ci troviamo in un profondo contesto di preghiera: Gesù prega con i suoi discepoli e proprio da questo clima di intimità spirituale scaturisce una domanda decisiva. Se da un lato gli apostoli riferiscono che la gente vede in Gesù un profeta straordinario, come Giovanni il Battista, Elia o uno degli antichi profeti risorti, Gesù stringe il cerchio e chiede: «Ma voi, chi dite che io sia?». 

È il passaggio cruciale da un’opinione generale a una scelta di fede personale. Pietro risponde a nome di tutti, riconoscendo in Gesù il Messia. Eppure, Gesù ordina severamente di non rivelarlo a nessuno: la visione messianica dei discepoli, infatti, è ancora venata di attese trionfalistiche e politiche, legate a un’idea di potere terreno e svelarlo avrebbe generato profondi equivoci.

Segue così la necessaria rivelazione della Croce. Gesù corregge ogni logica di trionfo umano indicando la via del dono totale di sé. Spiega che il Messia compie la sua missione attraverso il rifiuto, la passione, la morte e la risurrezione il terzo giorno. La croce, allora, svela il vero volto di Dio, che vince non con la forza dei palazzi e delle armi, ma con un amore che passa attraverso la fragilità e il sacrificio. 

Cari fratelli e sorelle, viviamo in un contesto di grandi tribolazioni, di incertezza, di paura. Gesù ci fa la stessa domanda come ai discepoli. Quale sarebbe la nostra risposta? Conosciamo la vera identità di Gesù come figlio di Dio? Accogliamo e accettiamo la sua proposta? Come affrontiamo questo interrogativo di Gesù? La nostra risposta chiede un impegno personale di ogni giorno. Chiediamo la grazia della conversione per essere capaci di riconoscere Gesù nella nostra vita quotidiana.

Vi auguro una buona domenica.

Don Jean-Claude Ngoy, sdb