quando sentiamo parlare di 10 o dei suoi multipli pensiamo subito a qualcosa di bello e importante. 10 è il voto massimo che possiamo ricevere a scuola, una laurea con 110 dovrebbe renderci felicissimi, il numero 100 alla ruota della fortuna significa la vincita più alta.
Non sempre, purtroppo è così. Mi riferisco ai 10 stati degli USA che hanno approvato una legge che allarga il limite temporale dell’aborto fino a un minuto prima della nascita.
Così recita l’articolo di Avvenire del 17 agosto di Elena Molinari (lo trovate su internet): “Il Massachusetts ha cancellato ogni riferimento all’età gestazionale per l’interruzione di gravidanza, che ora può essere praticato in qualsiasi momento, fino al nono mese. La legge, voluta dalla governatrice democratica Maura Healey, elimina anche l’obbligo di eseguire gli aborti tardivi in ospedale, consentendoli in centri sanitari. Lo Stato del Nordest americano diventa così il nono negli Usa a permettere l’aborto senza alcun termine temporale, il decimo contando la capitale Washington.”
Per noi cristiani una terribile, pazzesca, ignobile, notizia. Quanto di più profondamente anti-umano possibile anzi direi diabolico possibile. Praticare l’aborto a ridosso della nascita è concretamente un vero omicidio giuridicamente parlando(il bambino è quello che da li a poco uscirà dal grembo della madre e non un essere, una cosa senza identità e consistenza, addirittura potrebbe sopravvivere da solo, pensiamo alle nascite premature!), ma la notizia riveste anche un aspetto teologico-spirituale ancor più grave.
Questo atto viene giustificato come una conquista delle donne,(ancora da Avvenire) “I sostenitori della misura l’hanno presentata come una questione di diritti individuali. «Le decisioni sull’aborto devono restare tra la paziente e il suo medico, nessun altro», ha sottolineato la deputata Christine Barber, promotrice del testo. L’obiettivo dichiarato è consentire alle donne di abortire anche in fase avanzata, «vicino a casa», senza recarsi in altri Stati. La governatrice Healey ha promulgato la legge circondata da un pubblico tutto femminile di dottoresse, attiviste e volontarie dichiarandola una «vittoria per le donne».” Io penso che il diritto più grande che va assicurato alle donne sia quello di diventare madre non quello di eliminare vite.
Non possiamo non dimenticare poi che dietro aleggia sempre lo spettro dell’eugenetica: scelgo di far nascere il bambino che ha le caratteristiche fisiche che voglio io.
Con serenità affermo che questa legge sia diabolica; non chi l’ha promulgata. Perché il demonio agisce proprio così, non presentandosi come una bestia orripilante con corna ed unghie ma sfruttando le idee sbagliate degli uomini che rivestono del titolo di conquiste di una parte dell’umanità atti anti-persona. Il demonio non si combatte tanto con gli esorcismi, quelli sono per gli indemoniati, ma con scelte pro-vita e non il loro opposto.
Noi siamo per la vita, noi siamo per l’essere umano, noi seguiamo il Dio creatore che dà la vita. Care donne e cari uomini affidiamo a Lui tutti quei bambini a cui viene impedito di nascere, i cui genitori preferiscono il calcolo della propria tenebrosa convenienza e comodità più che la luce di un sorriso di un bebè. Teniamo alta la guardia sulle proposte di legge che vengono avanzate anche nel nostro paese e odorano di morte.
Concludo ringraziando la mia mamma e il mio papà che hanno scelto di farmi nascere.
Don Luca Fossati

