Pellegrini ad Assisi maggio 2026: un viaggio del cuore e dello spirito

La Porziuncola

Pellegrini ad Assisi maggio 2026: un viaggio del cuore e dello spirito

“Carissimi amici e amiche che avrete la pazienza di leggere  questo articolo … sarete sicuramente un po’scoraggiati per la sua lunghezza … ma vi invito ad andare oltre … infatti non è uno spot pubblicitario né una locandina che parla di un viaggio accattivante ed esotico … sono parole di vita vissuta che parlano a noi di un pellegrinaggio che ha offerto a tutti i partecipanti l’ opportunità di camminare insieme, uno accanto all’ altro, in un clima familiare sulle orme di Francesco, Chiara e della figura straordinaria di Carlo Acutis; ognuno con le proprie  aspettative, ma tutti mossi dal desiderio di lasciarsi catturare dallo spirito fraterno che questi luoghi ispirano: siamo fratelli tutti in quanto tutti figli dello stesso Padre.

Nessuno è quindi più straniero all’altro. È qui il nucleo della conversione del Santo di Assisi e con lui potremmo dire di ogni donna e uomo che ha autenticamente incontrato Gesù Cristo. Se infatti non si riconosce il comune progetto d’amore del Padre su di noi, non basterà essere sorelle o fratelli.

In “Comunione” tra fratelli e sorelle della stessa comunità, in quanto figli/e dello stesso Padre: questa dimensione fraterna è quanto mi ha conquistato di più durante questo cammino.

Grazie al Signore per avermi donato questi giorni.

M. Luisa

“Ho partecipato al pellegrinaggio ad Assisi, in occasione dell’anno giubilare francescano.

Eravamo in tanti, più di cinquanta pellegrini; molti li conoscevo ed è stato bello ritrovarsi; con altri ho avuto modo di condividere qualche momento insieme per fare conoscenza.  Con tutti ho provato una bella sensazione di accordo, rispetto e familiarità.

Abbiamo visitato i luoghi di Francesco e Chiara, camminato sulla loro terra e lungo le loro strade, pregato inginocchiati là dove anche loro si erano prostrati davanti a Dio e nella preghiera, spesso muta e raccolta, è scesa dentro di me una grande pace ed un desiderio di comunione fraterna.

Entrare nella Porziuncola, in san Damiano, in santa Chiara, nella basilica di san Francesco e sostare in silenzio circondati dalla bellezza e dalla maestà oltre che da tanta pace, è stato ogni volta vivere commozione e stupore.

Quei giorni per me sono stati come ricevere una carezza. Ne avevo tanto bisogno. Era un periodo non semplice, nel quale stanchezza e paura avevano preso dimora nel mio cuore, con un senso di smarrimento di fronte alle prove da affrontare. I giorni ad Assisi non hanno risolto i problemi, ma mi hanno fatto sentire il calore di un abbraccio, il coraggio che nasce dalla consapevolezza che Dio non abbandona nessuno, la presenza di persone amiche che con un sorriso ti accolgono sempre, la tenerezza di tornare a casa e ringraziare sempre per il dono della famiglia.

Ecco il prodigio di un momento con il Signore, del tempo buono speso bene, del sentirsi in armonia con quanto ci circonda. Per tutto ciò posso solo dire GRAZIE a Gesù e ai suoi Santi”.

Margherita

“Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano nelle emozioni, negli incontri e nei silenzi che restano dentro, il pellegrinaggio ad Assisi vissuto dalla nostra comunità è stato proprio questo.

Partiti da Arese in 54, accompagnati dal nostro parroco Don Jean Claude, fin dalle prime ore di viaggio in pullman si respirava un clima speciale: sorrisi, racconti, canti, momenti di riflessione e quella gioiosa attesa di chi sa che sta andando incontro a qualcosa di importante.

Arrivare ad Assisi è significato subito entrare in un luogo dove ogni pietra parla di pace, semplicità e spiritualità. La prima visita alla Basilica di San Francesco ha fatto sentire a molti di noi il bisogno di fermarsi in silenzio, affidando preghiere, speranze e pensieri personali. In quel luogo così carico di spiritualità, il messaggio di San Francesco fatto di umiltà, amore per gli altri e fiducia in Dio, è apparso ancora oggi incredibilmente attuale.

Profonda emozione ha suscitato anche la visita alla Basilica di Santa Chiara, dove la figura della santa ci ha ricordato il valore della fede vissuta con coraggio e dolcezza. La sua vita, segnata dalla scelta radicale di seguire il Vangelo, continua ancora oggi a parlare al cuore di chi cerca autenticità e luce nel proprio cammino.

Particolarmente toccante è stata la visita al Santuario della Spogliazione dove si trovano le spoglie di San Carlo Acutis, giovane esempio di santità contemporanea. La sua figura ha colpito tutti, soprattutto perché vicina al nostro tempo e alla vita quotidiana dei giovani di oggi. Carlo ci insegna che la santità non è qualcosa di lontano o irraggiungibile, ma può nascere nella normalità della vita, attraverso piccoli gesti di amore, fede e attenzione agli altri.

La visita alla chiesa di San Damiano ha rappresentato forse il momento più raccolto e contemplativo del pellegrinaggio. In quel luogo semplice e silenzioso, dove San Francesco ascoltò il celebre invito “Va’ e ripara la mia Chiesa”, molti hanno percepito la forza di una chiamata personale: fermarsi, ascoltare, ritrovare ciò che conta davvero.

Ma un pellegrinaggio non è fatto soltanto dei luoghi visitati. È fatto soprattutto delle persone con cui si cammina. Durante questi giorni abbiamo condiviso pasti, preghiere, emozioni, sorrisi e momenti di fraternità sincera. Si sono create nuove amicizie, si sono rafforzati legami già esistenti e ciascuno ha potuto sentirsi parte di una comunità viva e accogliente.

Per qualcuno questo viaggio sarà stato un momento di profonda fede; per altri un’occasione di riflessione; per altri ancora semplicemente una pausa dal ritmo frenetico della quotidianità per ritrovare serenità e pace interiore. Ognuno è tornato a casa con qualcosa nel cuore: una parola ascoltata, un’emozione vissuta, un volto incontrato, una preghiera affidata.

Assisi ci ha accolti con la sua bellezza e il suo messaggio universale di pace e forse il dono più grande di questo pellegrinaggio è stato proprio riscoprire il valore del camminare insieme, non solo come compagni di viaggio, ma come comunità che cresce nella condivisione, nella fede e nella speranza”.

Gianni

“Assisi: la città dove l’arte è al servizio della fede.

Francesco e Chiara attirano il mondo per la radicalità della fede vissuta in pienezza.

Ci insegnano la fraternità e la sororità.

Ci insegnano che il Vangelo, se vissuto, dà gioia e rende liberi.

Abbiamo camminato per tre giorni sotto la loro guida.

Abbiamo pregato insieme, scoperto nuove persone che non conoscevamo o conoscevamo poco.

Abbiamo imparato l’importanza di coltivare lo spirito di comunità nella nostra parrocchia: conoscersi, parlarsi, condividere esperienze di vita.

E’ stato un bel momento di conoscenza tra noi e il nostro parroco. Grazie”.

Nanda

“E adesso? Nel viaggio di ritorno dal pellegrinaggio ad Assisi, oltre alle immagini di fraternità vissuta tra i partecipanti, le parole ascoltate, le preghiere celebrate, i silenzi, qualche sofferenza condivisa, è emersa piano piano questa domanda: e adesso come far fruttificare quanto visto e ascoltato? Come tenere insieme san Francesco, santa Chiara e san Carlo Acutis?

La spiritualità ispirata da san Francesco ha attraversato i secoli, anche se il suo cammino di fede radicato nel Vangelo, (non per nulla Francesco è chiamato anche “l’altro Cristo”, anche per via delle stimmate ricevute a La Verna), è molto esigente e di difficile attuazione (già nella biografia del Poverello di Assisi si legge di varie delusioni provate da Francesco perché i suoi frati non volevano seguire la Regola, che lo hanno portato alle dimissioni da Ministro Generale negli ultimi anni della sua vita): preghiera e contemplazione, umiltà, minorità, povertà radicale, fraternità universale, perfetta letizia anche nelle prove della vita, obbedienza incondizionata ai pastori della Chiesa, amore e rispetto per tutte le creature, abbandono totale alla volontà di Dio.

Posso solo accennare ad alcune piste di riflessione: 1 passare dalla superficialità all’autenticità 2 discernere cosa vuol dire vivere secondo Dio e la sua volontà 3 apertura alla trascendenza 4 perseveranza nella preghiera 5 incontrare Cristo nei poveri e negli emarginati. 

L’esperienza comunitaria vissuta percorrendo le strade di Assisi, non può che concludersi con un grazie di cuore a tutti i partecipanti. 

In particolare a don Jean Claude che ha saputo superare difficoltà e imprevisti sempre con il sorriso e la semplicità. Una comunione di volti e di cuori. 

Con san Francesco: pace e bene”!

Marco